Carne magra nella ciotola: come capire se al cane manca energia
Due ciotole possono contenere la stessa quantità di carne e fornire un apporto energetico molto diverso. Il grasso contribuisce a fare questa differenza: scopriamo come il cane lo utilizza, che cosa emerge dalla ricerca finlandese e come orientarsi nella scelta delle materie prime.
Prima di chiederti quale grasso aggiungere, osserva il cane e scopri quanto grasso contiene già la carne che stai utilizzando.
La domanda non è “quanto mangia?”, ma “come sta con ciò che mangia?”
Quando un cane fatica a mantenere il peso, la prima reazione è spesso aumentare la quantità totale di alimento. Ma una porzione più grande non è sempre la soluzione: se la carne è molto magra, il volume della ciotola può crescere senza aumentare abbastanza la sua densità energetica.
Per capire se vale la pena controllare la quota di grasso, osserva nel tempo:
- l’andamento del peso;
- la condizione corporea;
- il livello di energia;
- l’appetito;
- la quantità e la consistenza delle feci;
- la qualità di cute e mantello;
- la tolleranza delle singole fonti;
- eventuale nausea o vomito dopo un aumento del grasso.
Questi segnali non costituiscono una diagnosi. Se il cane dimagrisce senza una ragione chiara, presenta disturbi digestivi persistenti o ha una patologia, la razione deve essere valutata insieme al veterinario.
La carne non è una materia prima uniforme
Dire “il mio cane mangia pollo” oppure “uso il manzo” non basta per conoscere il contenuto lipidico della razione. All’interno della stessa specie possiamo trovare un taglio ben marezzato, un muscolo quasi completamente magro o un prodotto al quale è stato lasciato parte del tessuto adiposo.
Il grasso aumenta la densità energetica: a parità di peso, fornisce più energia rispetto a proteine e carboidrati. Apporta inoltre acidi grassi e permette di utilizzare meglio le proteine per le funzioni alle quali sono destinate, senza affidare soprattutto a esse la produzione di energia.
Pollo senza pelle
Può risultare molto più magro di altri prodotti di pollame nei quali è presente una quota maggiore di tessuto adiposo.
Coniglio
È una carne spesso scelta nelle rotazioni, ma può rendere la razione poco energetica se utilizzata senza valutarne la composizione.
Cavallo molto magro
Può richiedere un controllo specifico della quota lipidica, soprattutto se rappresenta la base abituale della razione.
L’aspetto può offrire un primo indizio, ma quando sono disponibili i valori analitici è sempre meglio partire da quelli. La quantità corretta dipende poi dal singolo cane: età, attività fisica, metabolismo, sterilizzazione, temperatura ambientale e quantità complessiva di alimento cambiano il quadro.
Il cane utilizza i grassi: uno sguardo al metabolismo
Il ruolo del grasso non si ferma alle calorie indicate in etichetta. Nel 2025, il gruppo DogRisk dell’Università di Helsinki ha seguito 46 Staffordshire Bull Terrier per circa quattro mesi e mezzo, confrontando una dieta secca ricca di carboidrati non fibrosi con una dieta a base di carne cruda, ricca di grassi e priva di questi carboidrati.
Nei cani alimentati con la dieta cruda, i ricercatori hanno osservato una diminuzione della glicemia, dei lipidi nel sangue e del glucagone. I corpi chetonici erano più elevati rispetto al gruppo alimentato con crocchette: un segnale coerente con un maggiore utilizzo dei grassi come combustibile. Sono risultati che rendono concreto un aspetto importante della nutrizione: la composizione della ciotola si riflette anche nel modo in cui l’organismo ricava energia. Holm e collaboratori, 2025.
Quando scegliamo una carne, quindi, vale la pena guardare oltre il suo peso. Conoscere la quota lipidica significa capire meglio quale apporto energetico stiamo offrendo al cane, prima ancora di decidere se aggiungere qualcosa.
Tre grassi animali, tre possibilità da valutare
Non esiste un grasso migliore in assoluto. Composizione, consistenza e tolleranza possono cambiare da una fonte all’altra; variare significa trovare un equilibrio adatto al cane, non mescolare tutto senza criterio.
Grasso bovino
È una fonte animale concentrata e tendenzialmente più consistente. La tolleranza deve essere verificata sul singolo cane, soprattutto durante l’introduzione.
Grasso di agnello
Permette di variare la provenienza dei lipidi. Come altri grassi dei ruminanti tende a essere più duro, perciò è prudente introdurlo gradualmente.
Grasso di cavallo
Può essere abbinato a razioni costruite su carne di cavallo molto magra. Anche in questo caso è necessario conoscere la composizione del prodotto acquistato.
Quando è disponibile, correttamente conservato e adatto alla razione, il tessuto adiposo animale fresco e crudo è una scelta coerente con l’alimentazione BARF. Calore, ossigeno, luce e conservazione possono influenzare la stabilità dei lipidi, in particolare di quelli più ricchi di acidi grassi insaturi.
Pelle, mammella e grasso adiposo non sono intercambiabili
Alcuni tessuti di macellazione possono apparire grassi, ma contenere anche una quantità importante di tessuto connettivo. Pelle e mammella, per esempio, non possono essere considerate automaticamente equivalenti a una fonte chiaramente identificata di grasso adiposo.
Se l’obiettivo è aumentare con precisione l’energia della razione, affidarsi soltanto all’aspetto di un ingrediente rende il risultato meno prevedibile.
Anche gli oli apportano calorie, ma nella BARF vengono spesso impiegati con un obiettivo diverso. Un olio di pesce ricco di EPA e DHA viene scelto per fornire specifici acidi grassi; non svolge automaticamente lo stesso ruolo del grasso animale aggiunto per correggere una carne troppo magra.
Aumentare semplicemente l’olio può modificare rapidamente le calorie e l’equilibrio fra gli acidi grassi, oltre a provocare disturbi digestivi se la quantità è eccessiva. Gli oli ricchi di acidi grassi polinsaturi devono inoltre essere protetti da aria, luce e calore.
Una procedura più utile di una percentuale applicata alla cieca
- Controlla la materia prima. Leggi i valori analitici quando disponibili e considera il grasso già presente nella carne.
- Valuta il cane. Peso, condizione corporea, attività, volume della razione e qualità delle feci devono essere letti insieme.
- Scegli una fonte identificabile. Se serve integrare, utilizza un grasso del quale conosci provenienza e composizione.
- Procedi gradualmente. Un aumento brusco può causare feci molli, diarrea, nausea o vomito.
- Osserva la risposta. La tolleranza individuale conta più dell’idea che una fonte debba andare bene per tutti.
In presenza di pancreatite, iperlipidemia o altre condizioni che richiedono una gestione specifica dei lipidi, la quantità e la fonte non devono essere decise attraverso indicazioni generiche.
Il riferimento del 15–25% non è una dose da aggiungere
Nel linguaggio BARF questo intervallo viene spesso utilizzato come riferimento orientativo per il grasso presente nella carne muscolare. Non indica la quantità di grasso puro da versare automaticamente nella ciotola.
Il dato va interpretato nel contesto della razione. Se la carne contiene già una buona quota lipidica, aggiungere altro grasso senza calcolo può essere eccessivo. Se invece il prodotto è molto magro, può essere necessario aumentare la densità energetica.
Un cane sportivo che lavora all’aperto non ha le stesse necessità di un cane anziano, sedentario o in sovrappeso. Per questo la percentuale non può sostituire l’osservazione dell’animale.
La ciotola giusta non è soltanto quella che pesa il giusto
Una razione può contenere la quantità prevista di carne e rimanere comunque poco energetica. La ricerca di Helsinki ci accompagna oltre la bilancia, mostrando come una dieta cruda ricca di grassi si rifletta nell’utilizzo dell’energia da parte dell’organismo.
Nella pratica, si parte da tre cose semplici: conoscere la carne, osservare il cane e scegliere una fonte lipidica adatta quando occorre aumentare la densità energetica. È così che il grasso trova il suo posto nella ciotola: non come aggiunta automatica, ma come componente da valorizzare nell’equilibrio della razione.
Tutti i diritti riservati – Simona M. Wilske
Contenuto divulgativo, non sostituisce il parere veterinario.
Riferimenti e fonti
- Holm S. et al. (2025), The effect of a kibble diet versus a raw meat-based diet on energy metabolism biomarkers in dogs. The Veterinary Journal, 314, 106462. Studio originale.
- FEDIAF (2025), Nutritional Guidelines for Complete and Complementary Pet Food for Cats and Dogs. Pagina ufficiale.
- Marx F.R. et al. (2017), Endogenous fat loss and true total tract digestibility of poultry fat in adult dogs. PubMed.